Attività musicoterapica

La Musicoterapia è una disciplina che si occupa del rapporto che lega il suono all'essere umano, con l'intento di individuare in esso specifiche metodologie e tecniche di intervento, il cui fine sia quello di migliorare la salute psicofisica di coloro ai quali si rivolge.

Partendo dal presupposto che la musicoterapia non è uno strumento alternativo alle essenziali terapie mediche e farmacologiche, si può affermare che, se adeguatamente inserita in un piano terapeutico, questa disciplina può agire in modo positivo ed efficace.

Nell'ambito di una proposta musicoterapica, il suono e la musica possono aprire canali comunicativi, incrementare la creatività, sviluppare capacità relazionali, elaborare bisogni e vissuti attraverso cui perseguire obiettivi specifici.

Da numerosi anni Gianni Gandini lavora come musicoterapista presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi, per diversi ambiti, CDD, CDC, ambulatoriali, progetti regionali, RSA in sedi e presidi differenti occupandosi anche di ricerca e formazione universitaria.  Collabora come consulente e programmi di ricerca musicale con numerosi enti ONLUS e associazioni di carattere sociale.  

Di seguito, in sintesi, alcuni progetti attivi su musicoterapia e vibroacustica

 

Integrazione della terapia vibroacustica (VAT)

e strutture ritmico-sonore nel trattamento fisioterapico

 

L’intento del progetto è sperimentare una possibile integrazione tra terapia vibroacustica, strutture ritmico-sonore e trattamento fisioterapico, utilizzando in modo combinato basse frequenze, struttura ritmica e area timbrico-musicale.

L’obbiettivo previsto, attraverso programmi personalizzati e la collaborazione con altre figure professionali (neuropsichiatra, fisiatra e fisioterapisti) per individuare i soggetti del trattamento, è quello di favorire un riequilibrio psicofisico e un piacevole rilassamento, migliorando il tono muscolare e riducendo situazioni di tensione muscolare e dolore.

La particolarità e l’originalità di questo specifico progetto consiste nel fatto che alla ricezione acustica di frequenze, vengono associati timbri e strutture ritmico musicali mirate,regolabili in base alla manipolazione di precisi dati, forniti da generatori di suoni e frequenze (sintetizzatori e campionatori sonori). Non si intende trascurare, considerando l’importanza dei suoni nell’esperienza di ciascuno, una scelta accurata della parte musicale, dove ogni singola traccia è originale, con timbri sia acustici che elettronici, composta e arrangiata per l’intervento, con competenza e professionalità tecnica. La semplicità e ripetitività delle sequenze proposte andranno a sintonizzarsi e adattarsi alla dimensione ritmica della persona, influenzando alcuni fattori come il respiro e il battito cardiaco. L’insieme sarà veicolato per mezzo di trasduttori sonori, posti sotto un conduttore in legno che sostiene un materasso ad acqua, in grado di trasmettere con efficacia basse frequenze pulsate, regolabili e modificabili attraverso tastiere e sintetizzatori, controllati in uscita da un banco mixer.

 Il progetto terapeutico di stimolazione vibroacustica e ritmico-musicale si propone di continuare la sperimentazione sonora attuata all’interno del percorso del Progetto sperimentale nell’area della riabilitazione ambulatoriale e diurna territoriale extraospedaliera per minori disabili (ex D.G.R 4 aprile 2012, n.IX/3239) che si è svolto, per quanto riguarda la parte di musicoterapia ricettiva, nella stanza Snoezelen della Fondazione Don Gnocchi di Santa Maria alla Rotonda di Inverigo.

 

Musicoterapia e terapia vibroacustica (VAT)

nel trattamento del dolore

 

Nell’ambito delle strutture del Presidio Nord 3, da circa due anni è in corso un progetto sperimentale di vibroacustica-sonora indirizzato a minori, afferenti a tali strutture, che presentano differenti quadri diagnostici (genetico-costituzionali, sindromici, esiti traumatici e/o di sofferenza pre-perinatale, autismo) portatori di deficit severi su piano motorio, cognitivo-linguistico, delle competenze sociali e relazionali. Durante il periodo di trattamento è stato possibile valutare nei bambini  la sua efficacia terapeutica. L'intento del prossimo periodo è  raccogliere informazioni più dettagliate attraverso una raccolta dati. In particolare, attraverso l’impiego di metodiche strumentali per il monitoraggio dei parametri cardio-pressori e respiratori e l’uso di scale specifiche verranno valutati gli esiti a breve e lungo termine del trattamento. La realizzazione del progetto prevede trattamenti singoli della durata compresa tra i 30-45 minuti per ogni bambino da effettuarsi con una frequenza bi-settimanale nell’arco di 12 mesi, con la somministrazione di opportune scale di valutazione del dolore scala NCCPC(non communicating child pain list), della spasticità scala di Ashworth o degli spasmi scala PENN o mediante questionari per i genitori in grado di rilevare il livello di soddisfacimento, la compliance, eventuali suggerimenti di cui tener conto. La tempistica dl monitoraggio sarà fatta random su un campione di bambini omogeneo per tipologia di disabilità e comunque tale da fornire dati scientifici misurabili e divulgabili. Il progetto vedrà il coinvolgimento di unl’équipe multidisciplinare formata da Neuropsichiatra, Fisiatra, Musico-terapeuta, Fisioterapisti ed Educatori che cureranno sia la parte terapeutica che la raccolta ed analisi dei dati per i risultati. Gli obiettivi che si pone il progetto sono molteplici e comunque sintetizzabili in due ambiti di applicazione: In primis, il vantaggio clinico di poter ridurre il carico farmacologico a cui questi bambini sono sottoposti come ad esempio l’uso dei miorilassanti o antidolorifici (dagli effetti avversi anche potenzialmente pericolosi) negli spastici ed antipsicotici nelle stereotipie dei bambini con autismo. In secondo luogo , sensibilizzare attraverso la divulgazione dell’esperienza e la ricerca di nuovi fondi a sostegno del progetto, una cultura sanitaria che sull’orme di altri paesi europei sia in grado di investire risorse ed energie anche in trattamenti cosidetti “alternativi” ma che per la loro non invasività e per la loro peculiarità di poter essere strumenti gestiti in autonomia dalla famiglia, siano capaci di incentivare una partecipazione attiva dei care-givers al percorso terapeutico, requisito cardine ed ineludibile per il benessere del bambino, per tutto l’arco di vita.

 

 

Musicoterapia e nuove tecnologie.

Utilizzo di software per registrazioni e valutazione dati

 

 

Si è avviato un progetto di musicoterapia attiva e ricettiva, con l’ausilio di nuove tecnologie in tre differenti centri della Fondazione Don Gnocchi: il Centro “Santa Maria alla Rotonda” di Inverigo, il Centro “Ronzoni Villa-Don Gnocchi di Seregno e il Centro Girola di Milano.  In questo specifico progetto sperimentale si intende creare un percorso di registrazione dei dati e degli interventi attraverso strumenti digitali e software produzione, elaborazione e manipolazione sonora. La valutazione dei risultati della terapia musicale, pur creando evidenti benefici per il singolo e il gruppo, non è facilmente quantificabile, come spesso accade per le terapie relazionali. L’apporto tecnologico, per contro, è estremamente efficace per la valutazione del percorso di musicoterapia e facilita il lavoro di programmazione e verifica degli interventi.

L’intento del progetto è proporre trattamenti di musicoterapia attiva e ricettiva con l’ausilio di nuove tecnologie, con interventi mirati e personalizzati, con finalità molteplici che prendono in considerazione la persona nella sua globalità.

Gli obbiettivi generali si muovono nell’ordine di:

  • attivare o riattivare abilità sensoriali, relazionali e cognitive personali residue del soggetto attraverso strategie che utilizzano il parametro musicale, il movimento e in generale la comunicazione non verbale.
  • mantenere e/o riattivare le capacità comunicative ed espressive residue attraverso utilizzo di apparecchiature sonore adeguate e personalizzate.
  • facilitare i rapporti interpersonali con l’ausilio di strumenti sonori, aumentando le capacità di ascolto e di relazione
  • Favorire un benessere generale e di rilassamento muscolare, attraverso un progetto sperimentale di vibroacustica e strutture ritmico-sonore

 Gli interventi e le sedute di musicoterapia attiva si svolgeranno sia con strumenti tradizionali come percussioni, piastre sonore, chitarra e tastiera accanto a strumentazioni digitali, sintetizzatori, microfono e amplificazione adeguata e con il rivoluzionario apporto di programmi di produzione, elaborazione e manipolazione sonora.

La funzione principale di questi software è di creare brani musicali, ma sono utilissimi anche in ambito educativo e terapeutico attraverso registrazioni e verifica dei dati sonori nel tempo con l'utilizzo di sessioni multitraccia, con tracce audio e MIDI. I programmi supportano la tecnologia VST in base alla quale si possono utilizzare i cosiddetti "plug in", strumenti virtuali (sintetizzatori, effettistica) con i quali poter registrare o elaborare una traccia audio o MIDI (trasformata successivamente in audio in fase finale). Sono veri e propri editor multitraccia di file audio - Cubase, Music Maker, con possibilità di taglio, aggiunta, rimozione di file e porzioni di file audio. In questo modo è possibile verificare:

  • Emissione tocco dei tasti, controllo delle tracce musicali prodotte nel corso delle diverse sedute, tracce vocali (parola, canto)
  • Possibilità di regolare e correggere intonazione
  • Possibilità di verificare intensità e volume delle tracce registrate dai pazienti, spinta, attacco, suoni prolungati (sia vocali che strumentali)
  • Possibilità di analizzare lo spettro di frequenza di una porzione del file

Per utilizzare programmi e software in grado di registrare, verificare e analizzare dati audio occorrono strumenti musicali adeguati, quali:

  • pad strumentali con sensibilità al tocco
  • mixer, microfoni specifici e strumenti per registrare
  • sintetizzatori a tastiera e generatori di suoni, schede audio specifiche

 

Progetto anziani, Alzheimer e vibroacustica sonora


Si è attivato un percorso di musicoterapia ricettiva in alcuni reparti delle RSA di Fondazione Don Carlo Gnocchi, con particolare attenzione a ospiti che presentano patologie invalidanti quali l’Alzheimer. Si avvierà un progetto per sperimentare una possibile integrazione tra terapia vibroacustica e strutture ritmico-sonore utilizzando in modo combinato basse frequenze, struttura ritmica e area timbrico-musicale.

L’obbiettivo previsto, attraverso programmi personalizzati, è quello di favorire un riequilibrio psicofisico e un piacevole rilassamento, migliorando il tono muscolare e riducendo situazioni di tensione muscolare e dolore.

La particolarità e l’originalità di questo specifico progetto consiste nel fatto che alla ricezione acustica di frequenze, vengono associati timbri e strutture ritmico musicali mirate,regolabili in base alla manipolazione di precisi dati, forniti da generatori di suoni e frequenze (sintetizzatori e campionatori sonori). Non si intende trascurare, considerando l’importanza dei suoni nell’esperienza di ciascuno, una scelta accurata della parte musicale, dove ogni singola traccia è originale, con timbri sia acustici che elettronici, composta e arrangiata per l’intervento, con competenza e professionalità tecnica. La semplicità e ripetitività delle sequenze proposte andranno a sintonizzarsi e adattarsi alla dimensione ritmica della persona, influenzando alcuni fattori come il respiro e il battito cardiaco. L’insieme sarà veicolato per mezzo di trasduttori sonori, posti sotto un conduttore in legno o un lettino da fisioterapia, in grado di trasmettere con efficacia basse frequenze pulsate, regolabili e modificabili attraverso tastiere e sintetizzatori, controllati in uscita da un banco mixer. E’ possibile veicolare suono e frequenze anche per mezzo di semplici cuscini da localizzarsi nelle zone interessate al trattamento.