Amat Deus

AMAT DEUS: fare cinema con ragazzi disabili

small-0006-sAmat Deus  è un breve e divertente film che ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro e ha  visto la partecipazione di duecentocinquanta persone impegnate nell'organizzazione e nelle riprese. Realizzato da una settantina di ragazzi disabili, anziani ed educatori della Fondazione Don Gnocchi, con la collaborazione di strutture socio-educative delle province di Milano, Como, Lecco e Varese, il cortometraggio si è proposto di veicolare in modo efficace il tema del volontariato creativo e la sua importanza nella vita sociale. Nato come progetto cinematografico aperto, la sceneggiatura iniziale è stata  aggiornata e modificata in corso d'opera. Ragazzi disabili, anziani, artisti, tecnici, personaggi conosciuti, compositori e musicisti, si sono impegnati a portare nella storia un contributo di originalità, per confezionare un prodotto finale di qualità. Questa avventura cinematografica ha favorito la possibilità di incontrarsi e lavorare insieme, esprimersi, confrontarsi e condividere una realtà creativa. Tutti i partecipanti hanno aderito a questa iniziativa mettendo a disposizione una parte del loro tempo e delle loro competenze, senza percepire alcun compenso.

Guarda alcuni video su Amat Deus

http://www.youtube.com/watch?v=0X5rnN4oDZ0
http://www.youtube.com/watch?v=wNiEtPW2i0Q
http://www.youtube.com/watch?v=jze7sELRqx0

La presentazione di Amat Deus al Castello Sforzesco Milano nell'estate 2010
http://www.youtube.com/watch?v=uEtxkbslXQc

Come è nato Amat Deus

La Fondazione Don Carlo Gnocchi, nel corso di questi ultimi anni, con i ragazzi del Centro Diurno Disabili di Inverigo (CO), ha prodotto una decina di cortometraggi, attivando un ampio progetto volto ad approfondire tematiche sulla disabilità.
L'attività cinematografica si è sempre proposta di evidenziare le capacità dei ragazzi, costruendo per ognuno una situazione unica e particolare, proponendosi da un lato di coinvolgerli e valorizzarli e, dall'altro, di creare un'occasione di riflessione per gli operatori.
Per  valorizzare l'esperienza dell'associazionismo e del volontariato, gli educatori del CDD di Inverigo,  insieme ad altre realtà del territorio, hanno progettato di realizzare un piccolo film di maggiore forza e qualità rispetto ai precedenti, per veicolare in modo efficace l'argomento scelto e la sua importanza nella vita sociale.
La sfida di Amat Deus  consisteva nel confezionare un prodotto divertente, di qualità ed insieme di creatività, dove persone con difficoltà e professionisti del settore lavorassero gratuitamente, impegnandosi  a portare un contributo originale ed innovativo  nei testi, nelle musiche, negli oggetti di scena, nei costumi.
Il risultato ottenuto è la più chiara dimostrazione che ciascuno, mettendo a disposizione una piccola parte del proprio tempo e del proprio estro, insieme a molte persone, può contribuire alla realizzazione di grandi cose.

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Come è stato realizzato Amat Deus

I  precedenti progetti cinematografici del CDD della Fondazione Don Gnocchi di Inverigo, sono stati realizzati con attrezzature minime necessarie (una videocamera semiprofessionale, poche attrezzature di ripresa e luci, e programmi con il pc per montaggio audio e video) ottenendo tuttavia riconoscimenti in Festival cinematografici.
Nel caso di Amat Deus sono stati contattati  operatori esterni competenti con attrezzature adeguate, per farne un prodotto di alta qualità.
Inizialmente è stato definito un soggetto e scritta una bozza di sceneggiatura aperta con Marco Ardemagni, autore e conduttore di Caterpillar, trasmissione seguitissima di Rai Radio2. Si è trattato poi di scegliere attori e collaboratori all'interno dei vari centri  e contattare ospiti, artisti, musicisti e professionisti specifici del settore, sensibili alle tematiche scelte.

Per la scelta dei ragazzi e dei centri partecipanti, sono state utilizzate le risorse emerse da una precedente iniziativa, "Luci della ribalta", una giornata dedicata al cinema dalla Fondazione Don Gnocchi di Inverigo, alla quale hanno partecipato diversi centri.
Come location è stato naturale e immediato ambientare il cortometraggio,  considerato il tema scelto e le atmosfere mozartiane, nella splendida villa di S. Maria alla Rotonda,celebre dimora neoclassica di Luigi Cagnola, sede della Fondazione Don Gnocchi di Inverigo.
Per la regia della parte tecnica hanno collaborato  con il team Marco Schenoni e la sua squadra, quattro operatori di camera più Giuseppe Bilotti, noto direttore della fotografia.

Si sono occupati delle scenografie alcuni artisti della zona coordinati dallo scenografo Christian Silva, che tramite la prestigiosa Sartoria Brancato di Milano, che serve i più importanti teatri,  ha fornito i costumi di scena utilizzati anche dal Teatro alla Scala di Milano.

Nell'ambito delle attività svolte appositamente per il progetto, ogni centro ha scelto obiettivi specifici  che favorissero il lavoro e la cooperazione tra operatori, volontari e ragazzi:  l'allestimento degli spazi e delle scenografie, la costruzione degli oggetti di scena e di tutti gli strumenti musicali originali, la realizzazione di costumi di scena, l'acquisizione di tecniche di recitazione e di ballo.

Il progetto ha avuto, all'interno di ogni centro partecipante, una sua sostenibilità e continuità.

Stesi il soggetto e la bozza della sceneggiatura, scelti i ruoli principali e le comparse, è stato definito un calendario con la scaletta di ogni giornata di ripresa.

Considerando le inevitabili variazioni ed integrazioni, è stato garantito uno spazio di verifica per visionare regolarmente il materiale acquisito e correggerne il percorso.

A riprese ultimate Roberto Sgro si è occupato del lavoro di montaggio,  della post-produzione e dell'inserimento della colonna sonora, nello studio NM Media Videoproduzioni di Como.

Progetto ed attività correlate hanno richiesto circa un anno e mezzo di lavoro.

Cosa racconta Amat Deus

Amat Deus ha proposto una modalità operativa fondata sulla collaborazione di un folto gruppo di lavoro, dove si sono incontrati conoscenza dell'altro, condivisione e confronto.
La scelta del soggetto, considerando l'aspetto di fiction cinematografica, doveva tener conto sia di come impiegare un così alto numero di partecipanti, sia dell'organizzazione dei compiti e delle attività.

La storia scritta come contenitore del progetto  ruota intorno ad Mozart riveduto e corretto,  reso un personaggio piuttosto pigro e bizzarro (interpretato da Marco Bertoni, un ragazzo down), diviso tra doveri storici e passioni culinarie, ed una radio che lo spinge a finire il Requiem (un incredibile oggetto costruito da ragazzi ed educatori del CDD di Lissone al quale presta la voce Marco Ardemagni).

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Mozart non ha tempo per terminare la sua incompiuta Missa pro Defunctis preso com'è da un'improvvisa passione culinaria: la Wiener Schnitzel, la cotoletta viennese, la vera causa dello scontro tra Vienna e Milano.
Siamo in un tempo che somiglia alla Vienna di fine'700 ed impazza la febbre del sabato sera: quella per il valzer. Nessuno sembra sfuggire a questo danzante contagio collettivo.
Per cercare  assistenti che lo aiutino nella stesura del Requiem e nel frattempo potersi dedicare alla ricetta della cotoletta, la radio convince Amadeus ad organizzare una serie di provini.  Si alternano così davanti al musicista numerosi gruppi musicali, anche se nessuno sembra soddisfare le aspettative del genio salisburghese.
Mozart è concentrato sulla perfetta cottura della cotoletta ed ascolta i consigli di numerosi personaggi che si collegano con lui attraverso un monitor incastonato in un quadro d'epoca.
I provini musicali continuano, mentre ininterrottamente fluiscono i consigli culinari, interrotti ad un certo punto dalla sfida a duello con il cancelliere Hofmedel, per le sconvenienti  tresche di Mozart con la moglie Magdalena, allieva del compositore.
L'arma del duello si rivela alquanto originale: non pistole cariche, ma, a turno, i contendenti fischiettano brani musicali, potenti come armi. Mozart vacilla su arie mal sopportate, ed infine crolla a terra, quando l'avversario fischietta un conosciutissimo ed odiatissimo valzer.
E' il Valzer, la nuova musica, a porre fine all'esistenza del musicista.
Resta irrisolto l'altro mistero, quello sulla paternità del Requiem (e della cotoletta incompiuta).
Una composizione così complessa, ci spiega il conduttore radiofonico, non può essere scritta da una sola persona e in un tempo breve. Anche per cucinare una cotoletta occorre l'aiuto degli altri ed è solo insieme agli altri che si costruiscono opere che durano per sempre.
Le grandi imprese sono spesso il frutto dell'opera instancabile di semplici persone, mosse da una comune passione, e dal tempo e dall'energia che ognuna di queste persone dispensa quotidianamente, con le proprie competenze e qualità.

Chi ha partecipato ad Amat Deus

Amat Deus ha ottenuto il patrocinio delSegretariato Sociale della Rai, della Fondazione Pubblicità Progresso, del Festival del Cinema Nuovo di Gorgonzola e del Centro di Artiterapie di Lecco.

Hanno partecipato ad Amat Deus i ragazzi e gli educatori dei seguenti centri:

Il Centro  Diurno  Disabili del Centro della Fondazione Don Carlo Gnocchi di "S. Maria  alla  Rotonda" di  Inverigo (CO) La Residenza  Sanitaria Disabili della Fondazione Don Carlo Gnocchi di "S. Maria  alle  Fonti" di Salice  Terme (PV) La Residenza Sanitaria Assistenziale della Fondazione Don Carlo Gnocchi di " S. Maria  al Monte" di Malnate (VA) Il Centro  Diurno  Disabili  2 della Fondazione Don Carlo Gnocchi "Irccs  S.  Maria  Nascente"  di MilanoIl Centro Diurno Disabili di Barzano' (LC)Il Centro Diurno Disabili 1  e  2 di Como  La Comunità Socio Sanitaria "Il Sorriso" di Cuasso al Monte (VA) Il Centro Diurno Disabili del  Consorzio Erbese Servizi alla Persona  di Longone al Segrino (CO)Il Centro Diurno Disabili "C'entro anch'io"  di Seveso (MI) Il Centro Diurno Disabili di Lissone (MI)

Numerose e significative le partecipazioni al film: Paolo Cevoli, Moni Ovadia, Ian Gillan, Alessandro Cecchi Paone, Elena di Cioccio , Marco Marzocca, Claudia Penoni, Enrico Ruggeri, Elio e le Storie Tese, Rocco Tanica, Vittorio Cosma, Luca Mangoni e Faso, Nanni Svampa, Franco D'Andrea,  Mauro Pagani, Franco Mussida, Marco Ardemagni,  Selene Lungarella, Gianpiero Sterpi, Teo Ciavarella, Ginevra Viscardi, Riccardo Ferri, Piero Lissoni, Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi, Laura Fedele, Maurizio Battista e altri ancora...

Hanno collaborato scuole di musica come il CPM, emittenti come Radio Dejay, locali storici e ristoranti come "Jamaica", "Orient Express", "la Briciola", "Rangoli", di Milano o come il "U pilu 'nta ll'ovu" di Reggio Calabria, associazioni musicali come "L'ILOpera", "Il Setticlavio", "SettimaNona", agenzie di spettacolo come "Riccardo Benini Spettacoli" di Modena, "Hukapan",  "ITC" e "Neworld" di Milano, "Sosia&Pistoia"  di Roma, la "Nazionale Cantanti", illusionisti degli effetti speciali, operatori di macchina, truccatori, elettricisti e numerosi tecnici.

Estremamente significativa la presenza di musicisti professionisti che hanno lavorato alla colonna sonora, scritta da Gianni Gandini, Giovanni Bataloni e Luca Maggioni. Musicisti classici e jazzisti si sono trovati nello studio di INCD Records di Milano per scrivere e registrare in differenti gruppi musicali e formazioni cameristiche, coinvolgendo una quarantina di strumentisti, tra i quali citiamo:

Fatlinda Thaci – violino
Claudio Giacomazzi – cello
Giuseppe Cultraro - clarinetto
Luca Maggioni  - viola
Daniela Pisano - flauto
Francesco Quaranta -  oboe
Alfredo Arcobelli -  corno
Lorenzo Lumachi -  fagotto
Luca Maggioni  - viola
Giovanni Bataloni – pianoforte
Piero Muccilli – fisarmonica
Marco Bianchi – vibrafono
Stefano Gatti – contrabbasso
Marco Castiglioni – batteria
Nicoletta Camisasca - voce

Di rilievo la partecipazione della "Amadeus Chamber Orchestra" di Mosca, diretta da Freddy Cadena, con Vladimir Krainev al pianoforte.

Inoltre è stato realizzato un backstage fotografico. Più di 4000 foto sono state scattate durante le riprese ed attività, da cinque diversi fotografi professionisti.

Il Segretariato Sociale della RAI, oltre ad aver accordato il proprio patrocinio al progetto Amat Deus,  si è impegnato a stampare 5.000 dvd del prodotto finale, per dare adeguata visibilità alle iniziative correlate.

L'importanza di Amat Deus

La novità di Amat Deus, che lo rende particolarmente interessante ed originale, è il metodo di lavoro, in quanto ragazzi, anziani e professionisti di settori diversi (musicisti, comici, scenografi, operatori cinematografici...) hanno lavorato in collaborazione creativa per tutta la durata del progetto.

Il ruolo delle persone con disabilità che hanno partecipato al progetto è stato attivo ed estremamente collaborativo.

Amat Deus si è proposto di attivare non solo collaborazioni esterne, ma ha cercato di coinvolgere i centri partecipanti negli aspetti organizzativi, nelle location, nel materiale, nella costruzione di oggetti e costumi (anche da parte di amici, educatori,  genitori e volontari).
Occorre anche dire che il progetto Amat Deus deve la sua unicità alla partecipazione gratuita di tutti coloro che sono intervenuti, nello spirito del tema sociale scelto. E' quindi difficile quantificare il costo per un cortometraggio con variabili così differenti.

Per analoghi progetti futuri è necessario valutare se risorse, mezzi tecnici, competenze di personale siano già presenti nelle strutture (video operatori, programmi per montaggio audio e video, attrezzatura di scena, laboratori specifici che potrebbero occuparsi del materiale ...), o vadano ricercate all'esterno.
Occorre anche  considerare la durata del prodotto finale e i tempi delle giornate di ripresa, inoltre nell'ottica di un'idea di collaborazione creativa, è necessario valutare la disponibilità a partecipare  di persone che lavorano in settori dello spettacolo e dell'arte (attori, comici, musicisti, sceneggiatori, registi...).

Concludendo si può dire che la realizzazione di un progetto simile senz'altro favorisce  l'inclusione sociale.

Rilevanti sono i benefici per i singoli utenti: poter lavorare in gruppo con altri ragazzi, in stimolante collaborazione con professionisti di varie aree, attivare una maggior conoscenza del proprio fare ed agire attraverso la costruzione e l'allestimento, la rappresentazione e la ripresa di una scena.
Inoltre è possibile lavorare verso una consapevolezza della propria creatività ed espressività davanti ad una macchina da presa, con la possibilità, a prodotto finito, di riconoscersi e venir riconosciuti.
Un progetto cinematografico di questa natura tocca numerose aree di intervento ed agisce sia sul rinforzare credibilità e competenze, sia sul processo di autostima, lasciando sicuramente un segno nel proprio contesto sociale